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Vasco Rossi: niente concerto in Sicilia. Polemiche e rimborsi

Dopo le inattese “dimissioni da rockstar”, un’altra notizia non positiva giunge dalla Sicilia. Live Nation ci ha provato in tutti i modi, a Messina il Comune ha fatto quello che poteva, ma non c’è stato nulla da fare: Vasco non potrà salire sul palco del San Filippo, nemmeno in caso di rinvio a settembre. Le soluzioni al problema del crollo del muro di contenimento dello stadio non sono state trovate e l’inadeguatezza dell’impianto ha avuto la meglio sulle speranze residue di fans e organizzatori. Messina subisce dunque la beffa del danno economico, perdendo possibili introiti davvero consistenti (si stima circa 700 mila euro), e quello di immagine, con la zona dello stadio sotto sequestro e con evidenti errori strutturali.

L’organizzazione del tour nelle scorse settimane aveva provato a programmare lo show al termine dell’estate in un’altra città del sud per sopperire alla mancanza dello stadio. Si è tentato con il “Granillo” di Reggio Calabria (dove però non vi è una pista di atletica dove posizionare il palco in modo da preservare il campo di gioco), e in seguito con il “Massimino” a Catania, dove sembrava essere vicino l’accordo per lo svolgimento dello show con il benestare del sindaco Raffaele Stancanelli, che annunciava un grande evento in arrivo. Ma quando tutto sembrava essersi risolto per il meglio, l’ennesimo colpo di scena: la società Calcio Catania non ci sta. Il motivo? “Il rifiuto scaturisce da semplici constatazioni relative ai danni economici, con riferimento ad interventi di manutenzione straordinaria del rettangolo verde e soprattutto ai consistenti disagi di ordine sportivo”.

Da qui sono partite nuove polemiche a partire da Live Nation, che si è ritrovata a confermare l’annullamento del concerto in Sicilia con un comunicato al vetriolo: “Abbiamo provato con tutte le nostre forze ad organizzare il concerto in altra sede, la sede prescelta avrebbe dovuto essere Catania, il cui stadio è dotato di pista di atletica e quindi adatto alla costruzione del palco senza toccare il manto erboso. Vasco voleva fortemente che il concerto si tenesse in Sicilia. Purtroppo non ci siamo riusciti a causa della scarsa volontà e del disinteresse dell’amministrazione locale e del Catania Calcio che ha addotto scuse patetiche e destituite di qualsiasi fondamento logico. E’ a conoscenza di tutti che il manto erboso dove staziona il pubblico è coperto a nostre spese da una struttura che permette di preservarlo completamente da possibili danni. La verità è una sola, certe amministrazioni locali siciliane e alcuni ‘padroni del calcio’ locali sono poco attenti o addirittura disinteressati non solo alla cultura, all’arte e alla musica ma anche alla ricaduta economica che 50 mila spettatori avrebbero portato alla città”.

Non s’è fatta attendere la risposta della società catanese: “Noi ‘facciamo calcio’, non organizziamo concerti e quindi risultano comprensibili la nostra scarsa volontà ed il nostro disinteresse per le chitarre ed i microfoni, in rapporto al pallone. Noi, ‘padroni del calcio’ locali esprimiamo con orgoglio il saper fare catanese e non abbiamo il dovere di rispondere con un sì, per compiacere Live Nation Italia, a pretese che toglierebbero qualcosa al nostro lavoro ed alla passione di una città. Poco attenti e disinteressati alla cultura, all’arte e alla musica? Abbiamo manifestato ‘consapevolezza dello spessore artistico dell’esibizione’. Live Nation Italia dimostra invece, nella circostanza, di non aver saputo leggere e nemmeno contare: 50 mila spettatori al Massimino, come da ipotesi del comunicato, sembrano un po’ troppi in funzione degli spazi effettivi a disposizione. La definizione del possibile concerto come opportunità ‘caduta dal cielo’, infine, è palesemente sprezzante nei confronti dell’intera comunità catanese, che al cielo chiede ben altro rispetto ad un concerto organizzato per sbaglio nella sua città”.

E mentre il promoter Carmelo Costa fa notare che i 50 mila spettatori sono quelli complessivi di due serate (quindi 25mila ciascuna) e che gli stadi sono comunali e quindi non di proprietà delle società sportive, le speranze dell’organizzazione per tentare di scongiurare l’annullamento definitivo sono ormai veramente esigue.

Per chi ha acquistato il biglietto del concerto per il 26 giugno Live Nation fa quindi sapere che è già possibile chiedere un rimborso entro il 25 luglio presso il punto vendita di acquisto. Per maggiori informazioni LIVE NATION ITALIA (02 53006501 – info@livenation.it). Per i biglietti acquistati tramite Box Office Sicilia e Box Office Palermo di Sorrentino, il rimborso sarà disponibile a partire da lunedì 27 giugno (sempre entro il 25 luglio): BOX OFFICE SICILIA s.r.l.: 095 7225340; BOX OFFICE PALERMO DI SORRENTINO: 091 6260177. Per i rimborsi dei biglietti acquistati online tramite il circuito TicketOne, i clienti verranno contattati e informati della procedura per la richiesta di rimborso; per informazioni: ecomm.customerservice@ticketone.it .

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RSS Feed for This Post2 Commenti

  1. marco | 30 giu 2011 | Rispondi

    Davvero un peccato che il concerto non si faccia.

    Speriamo che si riesca a trovare un’altra soluzione :\

  2. giuseppe | 30 giu 2011 | Rispondi

    salve xke non lo fate a palermo come gia e stato nel 2005

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